ACQUISTO NUOVA CASA Classe A e B

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Approvato il decreto milleproroghe (n. 244 del 30 dicembre 2016) che estende anche per il 2017, e fino al 2019, la detrazione Irpef del 50% sull’Iva per l’acquisto di abitazioni nuove, direttamente dal costruttore, ad alta efficienza energetica, di classe A o B. L’incentivo era scaduto a fine dicembre 2016.

NEWS PIANO CASA Regione Veneto

La legge regionale n. 30 del 30 dicembre 2016 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017” interessa il c.d. Piano Casa, relativamente ai seguenti due articoli:
Articolo 64 | interpretazione autentica dell’articolo 2, comma 1, dell’articolo 6, comma 1 e dell’articolo 9, comma 8, della legge regionale n. 14/2009
Articolo 65 | proroga durata legge regionale n. 14/2009

Il termine ultimo per la presentazione delle istanze, precedentemente indicato nel 10 maggio 2017, è ora fissato al 31 dicembre 2018.

Detrazioni fiscali 2017 per l’edilizia

Detrazioni fiscali 2017 per l’edilizia: ecco tutte le agevolazioni previste dalla legge di Bilancio 2017 sintetizzate in 6 punti
Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge di Bilancio 2017 vengono riproposte anche per il 2017 alcune agevolazioni fiscali riguardanti l’edilizia; inoltre sono previste anche maggiori incentivi per alcune tipologie di intervento.

Punto 1: detrazione 50% per ristrutturazioni edilizie

Prevista la proroga a tutto il 2017 della detrazione fiscale in misura del 50% per le spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia.

I contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per gli interventi su immobili adibiti ad uso residenziale, fino ad un limite di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare.

Le detrazioni devono essere ripartite in 10 rate annuali.

Possono accedere al bonus ristrutturazione:

  • i proprietari dell’immobile
  • gli inquilini in affitto
  • gli usufruttuari
  • i nudi proprietari

Gli interventi per i quali è possibile usufruire dell’agevolazione sono:

  • manutenzione straordinaria
  • ristrutturazione edilizia
  • risanamento conservativo
  • manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio

Punto 2: ecobonus su immobili di proprietà

Prevista la proroga al 31 dicembre 2017 dell’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica su singole unità immobiliari.

In particolare, i contribuenti possono detrarre il 65% delle spese per la riqualificazione energetica, suddividendo l’agevolazioni in 10 rate annuali costanti.

L’agevolazione è riconosciuta per le spese riguardanti:

  • riqualificazione energetica di edifici esistenti, con tetto di spesa pari a 100.000 euro
  • involucro edifici (pareti e finestre su edifici esistenti) con tetto di spesa pari a 60.000 euro
  • installazione di pannelli solari con tetto di spesa pari a 60.000 euro
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con tetto di spesa pari a 30.000 euro
  • acquisto e posa in opera delle schermature solari con tetto di spesa pari a 60.000 euro
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili con tetto di spesa pari a 30.000 euro

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

Punto 3: efficienza energetica su parti comuni

È prevista la possibilità fino al 31 dicembre 2021 della detrazione fiscale del 65% per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica realizzati sulle parti comuni di:

  • edifici condominiali
  • istituti autonomi per le case popolari

Inoltre è prevista un potenziamento della detrazione per efficientamento energetico pari a:

  • 70% per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni di edifici condominiali che interessino almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio
  • 75% per interventi di riqualificazione su parti comuni di edifici condominiali che conseguano almeno la qualità media di cui al dm 26 giugno 2015

Per usufruire dell’agevolazione è necessaria un’asseverazione del tecnico abilitato mediante APE. L’Enea disporrà controlli a campione e la mancata rispondenza con quanto dichiarato, determinerà la decadenza del beneficio.

L’importo massimo della detrazione è pari a 40.000 euro moltiplicato il numero delle unità immobiliari.

Punto 4: interventi antisismici

Sono previste anche agevolazioni fiscali per gli interventi antisismici effettuati fino al 2021.

Si tratta di una detrazione del 50%, fino a 96.000 euro di spesa, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 a tutto il 2021 per la realizzazione di interventi antisismici in zona ad alta pericolosità sismica (zona 1 e 2) su edifici adibiti ad abitazioni e attività produttive.

Una novità assoluta è che la detrazione è ripartita in 5 quote costanti annuali (invece che 10) ed è estesa anche per gli edifici che ricadono in zona 3.

Sono previste inoltre detrazioni maggiori nei seguenti casi:

  • detrazione al 70% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
  • detrazione al 80% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore
  • detrazione al 75% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
  • detrazione al 85% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore

Anche le spese tecniche per la classificazione e la verifica sismica dell’immobile sono detraibili.

Punto 5: bonus mobili

Previsto il rinnovo del bonus mobili anche per l’anno 2017.

Sarà possibile continuare ad usufruire del bonus pari 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.

La detrazione spetta per le spese sostenute per l’acquisto di:

  • mobili nuovi
  • grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+, (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica

La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

Punto 6: agevolazione per alberghi e agriturismi

È previsto il riconoscimento del credito di imposta per le imprese alberghiere esistenti al primo gennaio 2012 che effettuano interventi edilizi un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 euro.

Il credito è concesso per i periodi 2017, 2018, 2019.

L’agevolazione è estesa anche agli agriturismi.

Detrazioni fiscali per interventi edili: chi può detrarre le spese di ristrutturazione? Ecco l’elenco dei soggetti che possono beneficiare delle agevolazioni

La legge di stabilità 2016 (legge n. 208/2015) ha prorogato fino al 31 dicembre 2016 sia la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico degli edifici, sia la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016, la detrazione Irpef sale al 50%.

Chi può detrarre le spese di ristrutturazione

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti soggetti a Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), anche se non residenti nel territorio dello Stato.

L’agevolazione spetta ai proprietari degli immobili su cui è effettuato l’intervento e ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese

Ecco l’elenco completo delle persone che possono detrarre le spese di ristrutturazione:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita
  • semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Inoltre, ha diritto alla detrazione anche il

  • familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento

Al riguardo l’Agenzia delle Entrate (risoluzione 64/E 2016) ha recentemente chiarito che anche il convivente more uxorio (che convive con l’altra persona come se fossero sposati), nel rispetto delle condizioni previste dal richiamato art. 16-bis, può usufruire della detrazione fiscale con le stesse modalità previste per i familiari conviventi.

Ovviamente colui che intende usufruire delle agevolazione deve materialmente sostenere le spese e a lui devono essere intestati bonifici e fatture.

Ricordiamo che sono definiti familiari, ai sensi dell’art. 5 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi – dpr 917/86):

  • il coniuge
  • i parenti entro il terzo grado
  • gli affini entro il secondo grado

Inoltre, con circolare n. 20/2011 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel caso in cui la fattura e il bonifico siano intestati a un solo comproprietario, ma le spese di ristrutturazione siano state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non risulti indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da quest’ultimo sostenuta.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:

  • è stato immesso nel possesso dell’immobile
  • esegue gli interventi a proprio carico
  • è stato registrato il compromesso

Inoltre, può richiedere la detrazione per ristrutturazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Quali documenti conservare per non perdere le detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia?

Quali sono i documenti da conservare per non perdere le detrazioni fiscali in caso di ristrutturazione edilizia o manutenzione?

Ecco l’elenco completo per non sbagliare

La detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16 -bis del dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).
Nel provvedimento si prevede che dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 50% (per tutto il 2016) delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro (per tutto il 2016) per unità immobiliare, sostenute sulla base di un titolo idoneo, per i seguenti interventi:

  1. interventi previsti dall’art. 3 lett. a) b), c) e d) del dpr 380/2001 (testo unico edilizia) effettuati sulle parti comuni, ossia interventi di
    1. manutenzione ordinaria
    2. manutenzione straordinaria
    3. restauro e risanamento conservativo
    4. ristrutturazione edilizia
  2. interventi previsti dall’art. 3 lettere b), c) e d) del dpr 380/2001 effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze, ossia interventi di
    1. manutenzione straordinaria
    2. restauro e risanamento conservativo
    3. ristrutturazione edilizia
  3. interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi
  4. interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune
  5. interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche
  6. interventi relativi alla prevenzione del rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi
  7. interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico
  8. interventi relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia
  9. interventi relativi all’adozione di misure antisismiche
  10. interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici

Sono detraibili anche le spese di progettazione e quelle per prestazioni professionali connesse all’esecuzione delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici.

La detrazione è ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Da sottolineare, inoltre, che fino al 31 dicembre 2016 è prevista una detrazione del 65% (in luogo di quella del 50%) per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive.

Ma qual’è la documentazione da conservare ed esibire in caso di accertamento da parte dell’Agenzie delle Entrate?

Detrazione 50%, adempimenti e documentazione da conservare
Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati semplificati e ridotti rispetto al passato.
In particolare, dal 14 maggio 2011 è stato soppresso l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate e quello di indicare esplicitamente il costo della manodopera nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.

E’ sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi:

  • i dati catastali identificativi dell’immobile
  • gli estremi di registrazione del contratto di affitto, se i lavori sono effettuati dall’inquilino

Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici dell’Agenzia delle Entrate i seguenti documenti (2 novembre 2011):

  • fatture relative agli interventi
  • ricevute dei bonifici (bancari o postali), da cui risultino:
    • numero della fattura di riferimento
    • causale del versamento contenente la norma per le agevolazioni, ossia art.16-bis dpr 917/1986
    • codice fiscale del beneficiario o dei beneficiari della detrazione
    • codice fiscale o numero di partita Iva del destinatario del pagamento
  • comunicazione all’ASL, se necessaria, con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione, contenente le seguenti informazioni:
    • generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi
    • natura dell’intervento da realizzare
    • dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione
    • data di inizio dell’intervento di recupero
  • domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
  • ricevute di pagamento delle imposte comunali (ICI – IMU – TASI), se dovute
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori per gli interventi su parti comuni e tabella millesimale di ripartizione delle spese
  • dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
  • titoli abilitativi necessari per l’intervento (permesso di costruire, DIA, SCIA, CIL, CILA) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrino tra quelli agevolabili

Questi documenti potrebbero essere richiesti dall’Agenzia delle Entrate in caso di accertamento e verifiche.

Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi il totale di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.
Quando si perde la detrazione del 50%
La detrazione non è riconosciuta e di conseguenza l’importo fruito viene recuperato dall’Agenzia delle Entrare, nei seguenti casi:
non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria
il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste
non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate
non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa da quella che richiede la detrazione
le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie comunali
sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi. Per queste violazioni il contribuente non perde il diritto all’agevolazione se è in possesso della dichiarazione di osservanza delle suddette disposizioni resa dalla ditta esecutrice dei lavori

Detrazione Iva su acquisto abitazione

La legge di Stabilità 2016 ha previsto che i contribuenti in qualità di persone fisiche possono detrarre dall’Irpef il 50% dell’IVA versata per l’acquisto di unità immobiliari di classe energetica A o B, effettuato entro il 31 dicembre 2016.

In particolare, il comma 56 della legge di Stabilità 2016 prevede che:

“si detrae dall’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, il 50 per cento dell’importo corrisposto per il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto in relazione all’acquisto, effettuato entro il 31 dicembre 2016, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B ai sensi della normativa vigente, cedute dalle imprese costruttrici delle stesse. La detrazione è pari al 50 per cento dell’imposta dovuta sul corrispettivo d’acquisto ed è ripartita in 10 quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi d’imposta successivi”.

Quali sono le abitazioni agevolate
Le abitazioni agevolate sono gli immobili a destinazione residenziale ricadenti nella categoria catastale gruppo A (escluso A/10 – uffici). Ovviamente devono essere soggette ad Iva e quindi essere cedute dall’impresa costruttrice al privato.
Sono agevolati anche gli acquisti di abitazioni cosiddette di lusso (cioè quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9). L’agevolazione spetta anche agli immobili di pertinenza dell’abitazione agevolata, cioè quelli rientranti nelle categorie catastali C/2 (cantine, soffitte, magazzini), C/6 (autorimesse, rimesse, scuderie) e C/7 (tettoie chiuse o aperte), generalmente, messi a servizio dell’immobile abitativo.
Le unità immobiliari devono essere di classe energetica A oppure B.
Non è necessario che si tratti di prima casa o abitazione principale: la detrazione è possibile sia in caso di Iva al 4% (prima casa) che Iva al 10% (seconda casa non di lusso) che di Iva al 22% (abitazione di lusso).
Come già detto, la casa deve essere soggetta ad Iva, che è obbligatoria in caso di compravendita nei seguenti casi:
l’impresa costruttrice (o ristrutturatrice) cede i fabbricati abitativi entro 5 anni dalla fine dei lavori
dopo 5 anni dalla conclusione dei lavori, purché l’impresa abbia manifestato espressamente l’opzione per la relativa imposizione.
L’Agenzia delle Entrate, in occasione di Telefisco 2016, ha chiarito che la detrazione spetta a prescindere dalla data di fine lavori, anche se la fine dei lavori è avvenuta da tempo. Deve trattarsi di immobili nuovi, per i quali non sia intervenuto un acquisto intermedio, che vengono venduti direttamente dalle imprese costruttrici.
Inoltre, il bonus spetta anche nel caso in cui l’impresa costruttrice cedente abbia precedentemente concesso in locazione l’unità immobiliare da lei costruita, mentre sono escluse, invece, le abitazioni vendute da imprese che hanno solo eseguito lavori di recupero edilizio.
I soggetti agevolati
Essendo una detrazione ai fini dell’Irpef, sono agevolate solo le persone fisiche.
Condizioni
La detrazione è pari al 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’Iva e deve essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo, a partire dall’anno in cui è stata versata l’Iva.
Requisiti
L’atto di compravendita e il pagamento dell’Iva devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2016 e dopo il primo gennaio 2016 (ossia dall’entrata in vigore delle legge di Stabilità 2016).

Le guide aggiornate alla ristrutturazione edilizia

La legge di Stabilità 2016 ha esteso a tutto il 2016 la detrazione fiscale del 50% delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia, così come disciplinato dall’art. 16-bis del dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuovissima guida alle agevolazioni fiscali per ristrutturazione edilizia, ove sono contenute le nuove disposizioni e una serie di chiarimenti, tra cui:

  • agevolazione per i condomini minimi
  • maggiore detrazione (Irpef e Ires) per gli interventi su edifici in zone sismiche ad alta pericolosità
  • detrazione Irpef per acquisti di immobili ristrutturati
  • agevolazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici

Clicca qui per visualizzare la guida aggiornata a marzo 2016.

Prima casa, leasing abitativo, edilizia convenzionata: le guide dei notai

Il Consiglio nazionale del Notariato ha reso disponibili quattro nuovi “studi” dedicati ad alcune novità importanti introdotte dalla Legge di Stabilità 2016.

I contributi riguardano:

  • le novità in tema di condizioni per gli acquisti della “prima casa di abitazione” nella Legge di Stabilità 2016 – Studio n. 5-2016/T (scarica qui);
  • la norma “interpretativa” dell’art. 32, 2° comma, del D.P.R. n. 601/73 in materia di edilizia convenzionata – Studio n. 17-2016/T (scarica qui);
  • le novità fiscali nel settore agricolo – Studio n. 1-2016/T (scarica qui);
  • la tassazione del leasing finanziario abitativo – Studio n. 4-2016/T (scarica qui).

Gli studi rientrano nelle consuete attività di supporto e interpretazione normativa che il Consiglio fornisce regolarmente.

La Legge di stabilità “arricchisce” l’anagrafe condominiale

La L. n. 208 del 28/12/15 detta anche “legge di stabilità 2016” all’art. 1, 59° comma, è intervenuta modificando l’art. 13, 1° comma, della L. n. 431/98, riguardante i contratti di locazione ad uso abitativo. La nuova norma recita: “[…]. È fatto carico al locatore di provvedere alla registrazione nel termine perentorio di trenta giorni, dandone documentata comunicazione nei successivi sessanta giorni, al conduttore ed all’amministratore del condominio, anche ai fini dell’ottemperanza agli obblighi di tenuta dell’anagrafe condominiale di cui all’articolo 1130, numero 6), del codice civile”.
La modifica riguarda l’obbligo imposto al proprietario dell’unità immobiliare, di comunicare all’amministratore di condominio gli estremi della registrazione del contratto. Detta norma sancisce, infatti, il principio che non è più sufficiente la semplice comunicazione all’amministratore del nome del conduttore: entro sessanta giorni dalla registrazione del contratto dovranno essere comunicati anche gli estremi di detto adempimento. Quanto all’aggettivo usato dal legislatore “comunicazione documentata” sembrerebbe fare riferimento alla necessità di allegare alla comunicazione copia della ricevuta di registrazione o quanto meno un suo estratto.

Immobili in comodato a parenti

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In sede di approvazione è stato rivisto il trattamento dell’unità immobiliare concessa in comodato ad un parente in linea retta entro il primo grado che la utilizza come abitazione principale, ora disciplinato dalla nuova lett. 0a) introdotta nel comma 3 dell’art. 13, DL n. 201/2011. Tale fattispecie non rientra quindi più nella potestà regolamentare del Comune.

In particolare, ai sensi della citata lett. 0a), la base imponibile IMU è ridotta del 50% per le unità immobiliari, escluse quelle “di lusso” (A/1, A/8 e A/9), concesse in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale a condizione che:

  • il contratto sia registrato;
  • il comodante:

– possieda un solo immobile in Italia, oltre all’abitazione principale non di lusso sita nel Comune in cui è ubicato l’immobile concesso in comodato;

risieda anagraficamente e dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

Al fine di poter fruire di tale agevolazione il comodante deve presentare la dichiarazione IMU per attestare il possesso dei requisiti richiesti.

Proroga dei bonus fiscali 65% e 50% – Commi 41 e 43 bis

Confermata la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica e adeguamento sismico degli edifici; l’agevolazione è ammessa anche per l’installazione d’impianti domotici. Analogamente, la detrazione fiscale del 50% sugli interventi di ristrutturazione edilizia: il tetto massimo di spesa è 96.000 euro ad immobile, 10 le rate annuali per il rimborso.

Interventi di recupero edilizio

La legge di stabilità 2016, approvata dal Consiglio dei Ministri del 15/10/2015, deve ora affrontare il percorso parlamentare e quindi non è ancora possibile esaminarne il contenuto definitivo, ma è possibile anticipare che nel testo è contenuta la proroga, per tutto il 2016, della maggior aliquota del 50% per la detrazione IRPEF per interventi di recupero e del 65% per la detrazione per interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

Approvazione Piano degli Interventi

COMUNE DI VIGONZA (PD)

Approvazione Piano degli Interventi

Si informa che in data 28.10.2011, con deliberazione di Consiglio Comunale n. 76, è stato approvato il Piano degli Interventi (P.I.) del Comune di Vigonza, ai sensi dell’art. 18 della L.R. 11/2004.

Gli elaborati definitivi del piano approvato, dopo la ratifica per recepimento delle disposizioni impartite dal Consiglio Comunale, saranno depositati a disposizione del pubblico presso il Settore Gestione del Territorio – Ufficio Urbanistica e consultabili sul sito internet del Comune di Vigonza.

Il piano diventerà efficace quindici giorni dopo la sua pubblicazione nell’albo pretorio del comune, ai sensi dell`art. 18 comma 6.

COMUNE DI VIGONZA (PD)

Ratifica Piano Assetto del Territorio

Si informa che il Piano di Assetto del Territorio del Comune di Vigonza è stato ratificato con Deliberazione di Giunta Provinciale n. 114 del 26.05.2011, ai sensi dell’art. 15 della L.R. 11/2004.

La citata deliberazione è stata pubblicata nel Bollettino Ufficiale Regionale n. 41 del 10.06.2011.